Difesa personale e arti marziali

Come comportarsi in caso di aggressione e quali corsi scegliere

Scritto dalla
REDAZIONE

Si parla molto di “difesa personale” per le donne, per i ragazzini vittime di bullismo o per chiunque si trovi a camminare in luoghi poco sicuri o isolati. Con questo termine si intendono di solito brevi corsi che insegnano le tecniche che stanno alla base di un metodo per difendersi, in una situazione di pericolo reale. Come comportarsi in caso di aggressione?Lo ho chiesto a Antonello Dell’Aquila, Maestro di Karate 5°Dan Fijlkam, istruttore MGA (Metodo Globale Autodifesa) della Palestra KCMM, Milano.
“Il mio consiglio personale è innanzitutto quello di fare sempre molta attenzione in generale, ma soprattutto per strada, che significa banalmente non isolarsi con le cuffiette ascoltando la musica, non guardare il cellulare, non stare al telefono, ma semplicemente fare tanta attenzione!Dunque, cautela e occhio ai tipi sospetti in metropolitana, sui mezzi di trasporto e anche per strada. Guardare bene lo spazio in cui ci si trova e individuare le possibili vie di fuga.”

Ecco ciò che suggerisce Antonello.Già, perché anche se si impara qualche tecnica di autodifesa nei corsi sopra citati, l’obiettivo principale è sempre scappare. E’ utile portare con sé anche qualche piccola arma, come lo spray al peperoncino oppure una piccola lacca per capelli. In caso di maltempo, anche l’ombrello può tornare buono.
“Il mio consiglio spassionato è però di frequentare non un corso di autodifesa, ma praticare arti marziali, soprattutto Judo o Karate, perché in tutti i casi di aggressione ciò che conta di più è l’attenzione e i tempi di reazione. Ora una persona normale quando viene aggredita di solito viene presa alla sprovvista, si spaventa, rimane paralizzata, perché non è allenata alla reazione” continua il Maestro di karate.
Insomma, le arti marziali insegnano a reagire, a tenere alta l’attenzione, a studiare lo spazio di azione e l’avversario, insegnando l’atteggiamento più importante in caso di attacco: l’automatismo della risposta. Ciò significa che anche se impariamo qualche tecnica di autodifesa, in realtà non la assimiliamo e quindi non siamo in grado di applicarla, finché non la ripetiamo milioni di volte. Questo crea automatismo.
Insomma, non esistono mosse segrete, perché non ci sono! Ma c’è un metodo per apprendere la gestione e il controllo del proprio corpo attraverso lo studio della tecnica e l’abitudine al contatto fisico. Questo lo insegna solo la pratica delle arti marziali.

Antonello Dell’Aquila, Maestro di Karate 5°Dan Fijlkam, istruttore MGA (Metodo Globale Autodifesa), Palestra KCMM, Milano

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