Banksy, l’artista che non rivela la sua identità

Qual’è la verità?

Scritto dalla
REDAZIONE

Banksy, esponente inglese della street art, è forse l’artista più influente degli ultimi trent’anni ed uno dei migliori artisti del nuovo millennio.

Nessun altro è stato in grado di unire poesia, denuncia politica e ironia con una capacità di comunicazione potente come ha fatto lui, a volte persino in modo inquietante, con opere di culto riprodotte all’infinito. 

Il suo anonimato ha rafforzato il mito.
Infatti, non si sa realmente chi sia. 
Le sue opere, però, parlano per lui. 
E’ appena terminata la sua mostra a Roma, al Chiostro del Bramante, ma fa discutere che non sia stata autorizzata dall’autore.

Della sua assenza dall’organizzazione non c’è dubbio.
Infatti, sin dalla sua nascita negli anni ’90, Banksy ha respinto la commercializzazione dell’arte da parte di grandi multinazionali inclini alla speculazione, per i prezzi esorbitanti che raggiungono le proprie opere. 
Ricordiamo la recente autodistruzione di una di queste all’asta, per esempio.
All’interno del pensiero di Banksy, cosa è reale e cosa è falso?
Ah, saperlo! 
Detto ciò, rimane comunque un vero artista e comunicatore.  

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