Antonio Giordano: Professore e ricercatore

A lui si deve un'importante scoperta contro il cancro

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REDAZIONE

Il Professor Antonio Giordano si è laureato con il massimo dei voti in medicina a Napoli nell’86. Ha conseguito la specializzazione in Anatomia Patologica all’università degli Studi di Trieste e subito dopo si è trasferito con un Dottorato di ricerca negli Stati Uniti, dove è stato allievo del Premio Nobel Watson al Cold Spring Harbor Laboratory. In quegli anni fu il primo a scoprire il collegamento diretto tra la regolazione del ciclo cellulare e lo sviluppo del cancro. Più specificamente dimostrò che, affinché le cellule normali si trasformino in neoplastiche, gli oncogeni devono interagire direttamente con le cicline, determinando una deregolazione del ciclo e, pertanto, l’insorgenza del fenotipo neopla- stico.

Dal 1992, si trasferì a Philadelphia dove ebbe l’incarico, dapprima alla Temple University come Assistent professor, successivamente alla ThomasJefferson University, come Professore ordinario di Patologia presso il Dipartimento di Patologia, Anatomia e Biologia Cellulare, infine nuovamente alla Temple University, dove è attualmente Direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine e Co-Direttore del Center for Biotechnology nel College of Science and Technology.Dal 1° gennaio 2004 è Professore ordinario per chiara fama nel settore scientifico-disciplinare di Anatomia Patologica del Dipartimento di Patologia Umana ed Oncologia dell’Università degli Studi di Siena. 
Dal giugno 2006 promuove la Fondazione Onlus Human Health Foundantion Onlus di Spoleto ed è Presidente del comitato scientifico del CROM (Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano-AV). A lui si deve, in primo luogo, una delle più importanti scoperte degli ultimi anni nel campo della ricerca contro il cancro: l’individuazione e la clonazione, nel 1993, di un nuovo gene oncosoppressore, l’RB2/p130, che ha funzione di primaria importanza nel ciclo cellulare controllando la corretta replicazione del Dna e prevedendo, essenzialmente, l’insorgenza del cancro. Le alterazioni, a livello di questi geni oncosoppressori, cioé una loro non-espressione o un cattivo funzionamento, lasciano via libera alle cellule neoplastiche di moltiplicarsi in modo incontrollato.
credito Deamina

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